Brescia

Raffaello. L’invenzione del divino pittore

a cura di Roberta D’Adda

2 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021
Brescia, Museo di Santa Giulia

Loghi mostra Brescia

AVVISO IMPORTANTE
In ottemperanza al Dpcm del 3 novembre 2020, il Museo di Santa Giulia e la mostra “Raffaello. L’invenzione del divino pittore” sono chiusi al pubblico.
Fondazione Brescia Musei vi aspetta sui propri canali social (Facebook e YouTube) per gli appuntamenti e le rubriche dedicate al maestro urbinate!
Per saperne di più scorri la pagina fino a “Eventi collaterali”.

Per informazioni rivolgersi al CUP:
orari: 10.00 – 18.00, lunedì – domenica
tel. 030 2977833 – 834
email santagiulia@bresciamusei.com

Per ascoltare l’audioguida della mostra clicca qui.

Museo di Santa Giulia

Via Musei, 81/b – 25121 Brescia, Italy

Orari

MOSTRA ATTUALMENTE CHIUSA AL PUBBLICO

La mostra Raffaello. L’invenzione del divino pittore presenta una collezione di stampe d’après Raffaello, realizzate in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento, insieme a una scelta di dipinti e oggetti d’arte.

Un omaggio a Raffaello nella città che custodisce due capolavori del maestro di Urbino: il Redentore (1506 circa) e l’Angelo (1500-1501).

Raffaello Sanzio, Angelo, 1501
Raffaello Sanzio, Cristo Redentore Benedicente, 1505-1506 circa

Oltre cento opere, tra incisioni e oggetti d’arte, tratte da invenzioni raffaellesche e prodotte in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento; il racconto di un’epoca e la costruzione di un mito, a partire dalle collezioni civiche bresciane che raccolgono più di seicento fogli d’après Raffaello.

Raffaello. L’invenzione del divino pittore, progetto di Fondazione Brescia Musei, è un percorso che mostra come vennero divulgati il linguaggio e le invenzioni del genio urbinate fino alla graduale individuazione di quelle opere raffaellesche che, via via, andarono a determinare l’idea moderna del pittore.
A partire dalle incisioni prodotte da Marcantonio Raimondi e dal gruppo di incisori che, secondo la tradizione stabilita da Vasari, furono coinvolti da Raffaello nell’attività della sua bottega con il compito di tramandare la memoria e garantire la diffusione delle sue invenzioni, la mostra si sviluppa attraverso alcuni oggetti ispirati al maestro e realizzati nel Cinquecento fino ad arrivare ai secoli successivi, al Seicento e al Settecento, con stampe di Giorgio Ghisi, Carlo Maratta, Orazio Borgianni, Nicolas Dorigny e Raffaello Morghen e con la straordinaria impresa dell’illustrazione delle Logge e delle Stanze Vaticane, realizzata da Volpato su fogli di grande formato.

L’Ottocento è il secolo in cui Brescia, grazie all’operato di Paolo Tosio e del suo circolo di conoscitori e artisti, divenne uno dei nodi della rete di relazioni e influenze che determinarono un rinnovamento romantico del mito di Raffaello.

Grazie anche alla presenza del Redentore, acquistato nel 1821, Palazzo Tosio divenne infatti un polo d’attrazione, come prova un disegno giovanile del Piccio, un’impegnativa copia pittorica della Scuola di Atene eseguita da Giuseppe Bezzuoli attraverso un appassionato studio dal vero e una tavola di Felice Schiavoni con Raffaello che ritrae la Fornarina, omaggio al leggendario e appassionato amore dell’Urbinate.

Giuseppe Bezzuoli, Scuola di Atene, 1819 Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

In mostra, accanto alle interpretazioni della scuola di incisione di Brera, opere di diversi intagliatori europei, tra i quali Ludwig Grüner, amico di Paolo Tosio e ospite per lungo tempo della sua casa, che proprio a Brescia avviò la sua carriera di incisore d’après Raffaello proseguita anche dopo il suo trasferimento a Londra come consigliere artistico della regina Vittoria e del principe Alberto. All’interno del percorso alcuni pezzi unici, mai esposti prima, provenienti dalla Raccolta Emilio Anderloni, tra cui le lastre in rame e i disegni delle Stanze di Pietro Anderloni.

Il progetto si completa grazie a una serie di attività didattiche, laboratori e visite guidate per tutti i pubblici (scoprili in fondo alla pagina, nella sezione “Eventi collaterali“!), oltre all’experience showIn-Vece di Raffaello”, realizzato da CamerAnebbia per avvicinare il linguaggio dell’incisione alla sensibilità contemporanea, e che nel mese di ottobre ha animato la facciata della Pinacoteca Tosio Martinengo.

 

Video © CamerAnebbia

 

Il pubblico è invitato a completare la visita a Brescia sia presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, custode dei due capolavori di Raffaello, sia presso Palazzo Tosio, dove si formò la collezione e che oggi è sede dell’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta per l’occasione una serie di stampe raffaellesche di grande formato, opera di Giovanni Ottaviani e Giovanni Volpato. Un percorso di scoperta e valorizzazione che coinvolge così l’intera città: il biglietto della mostra consente l’accesso gratuito alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese ha selezionato la mostra Raffaello. L’invenzione del divino pittore tra i progetti espositivi che intende promuovere presso le proprie sedi all’estero. Pertanto, a partire dalla fine di gennaio 2020, la mostra compirà una tournée che toccherà, nell’ordine, Zagabria, Tirana e Sarajevo.

Loghi mostra Brescia

Eventi collaterali

ogni venerdì

Rubrica social: Echi di Raffaello


Visita teatralizzata per pubblico adulto e famiglie: la Fornarina


CATALOGO
Raffaello
L’invenzione del “divino pittore”

a cura di Roberta D’Adda

Editore: Skira

Catalogo della mostra di incisioni, disegni, maioliche e dipinti presentata da Fondazione Brescia Musei al Museo di Santa Giulia.

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